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Il Blue Marlin II alla Barcolana 2005

Un “Passatore” alla 37° Barcolana di Trieste.

Capitolo 1

Cervia venerdì 30 settembre 2005
Alle ore 13,20 partiamo da Cervia con il Passatore del 1978 N. 111 "Blue Marlyn II°"; siamo in tre: io (Patrizio Zamagna,l'armatore), Rossano Bragoni e Remo Sintoni.
La nostra destinazione finale è Trieste per partecipare domenica 09 ottobre alla Barcolana.
Appena partiti, a circa 2 miglia da Cervia, ci sorprende un violento temporale: il vento aumenta rapidamente, piove ed il mare si ingrossa; prendiamo due mani di terzaroli alla randa ed avvolgiamo buona parte del genoa.
Il temporale passa in fretta, rimane comunque un mare formato ed un vento di Levante a 15-20 nodi; iniziano problemi di stomaco per Remo, a seguire per Rossano, per il momento io resisto.
Manteniamo una velocità di 5,5-6 nodi con un'andatura di bolina larga, parallela alla costa; passiamo le piattaforme metanifere Angela e Angelina, proseguiamo e di fronte a Marina di Ravenna incrociamo varie navi alla fonda ed alcune in transito: bisogna fare attenzione.
Quando siamo ormai in vista di Porto Garibaldi, la nostra prima tappa, ci prepariamo ad ammainare le vele e ad accendere il motore per l'atterraggio; abbiamo onde di 1,5-2 metri in poppa, l'ingresso in porto non ci crea particolari problemi, sono le 19,00.
Decidiamo di ormeggiare in una banchina vicino allo squero ed in quel momento ci accorgiamo di avere problemi col motore: la pompa dell'acqua, sollecitata dalle onde si è staccata dalla paratia e la girante non aspira più; in pochi minuti la risistemiamo, in compenso non funzionano le luci di via! decidiamo di rimandare la soluzione del problema a domani .

Porto Garibaldi sabato 01 ottobre 2005.
Ripartiamo da Porto Garibaldi alle 7,20; in mare c'è onda lunga, navighiamo a motore ad una velocità di 5,5 nodi e scegliamo di stare sottocosta per evitare gli innumerevoli allevamenti di cozze.
Alle 10,30 il motore torna ad avere problemi di raffreddamento; su suggerimento del meccanico, contattato telefonicamente, "baipassiamo" il filtro dell'acqua collegando la girante direttamente alla presa a mare; quando il raffreddamento del motore riprende normalmente siamo ormai in vista di Punta della Maestra .
Ci teniamo a 2 miglia dalla costa per evitare le secche alla foce del fiume Po.
Nel pomeriggio decido di aggiustare le luci di via, prevedendo di arrivare a Venezia col buio.
Le luci sono inservibili per cui recupero le mascherine rossa e verde poi, con una lampada della cucina e uno spezzone di filo dello stereo, riesco a rimediare delle luci di posizione accettabili .
L'avvicinamento al porto di Venezia Lido si presenta difficile a causa del via vai di navi e barche; percorriamo il lungo canale di avvicinamento al bivio per Burano e Venezia Lido; troviamo molta corrente ma riusciamo lo stesso a fermarci al Diporto Velico Veneziano, presso l'isola di S. Elena.
Ceniamo in barca, il cielo è limpido e ci attardiamo in pozzetto con un buon brandy.

Venezia domenica 02 ottobre 2005
Lasciamo l'ormeggio alle ore 6,15, dopo circa 45 minuti siamo in mare e navighiamo a motore a 5,5 nodi.
Venezia l'abbiamo lasciata col sole che sorgeva, mentre adesso il cielo è grigio e piove.
Decidiamo di entrare in porto a Caorle per fare rifornimento di gasolio ed a mezzogiorno siamo al Marina 4; dopo avere fatto rifornimento e mangiato, ripartiamo e verso le 13,10 siamo di nuovo in mare con rotta per Trieste.
Dopo qualche ora di navigazione si intravede il promontorio di Capo Salvore, e quando, ormai verso sera, si alza vento di bora riusciamo a veleggiare per un'ora a 5 nodi:
Quando entriamo nel golfo di Trieste la bora è aumentata d'intensità ed abbiamo mare formato di prua; la barca salta e dà spanciate nel cavo dell'onda; siamo preoccupati, il buio ci rende ancora più ansiosi! incrociamo delle petroliere che entrano nel golfo e non riusciamo a vedere l'ingresso di Porto S. Rocco.
Vi sono molte luci che confondono ma finalmente eccolo riconoscibile alla nostra dritta; l'allineamento per l'ingresso è di 297°, col Vhf chiamiamo la direzione del porto e richiedendo l'assistenza all'ormeggio; ci raggiungono degli addetti con un gommone che ci scortano al nostro posto barca, e quando finalmente ormeggiamo sulle nostre facce si legge un misto di stanchezza e gioia.

Muggia (Trieste) lunedì 03 ottobre 2005.
Oggi torniamo a casa in treno. Dopo un'ultima controllata agli ormeggi del Blue Marlyn, ci dirigiamo verso il porticciolo di Muggia, dove prendiamo la motonave Delfino Verde che ci porta davanti alla piazza Unità d'Italia a Trieste.
Quando arriviamo vedo che ad un molo c'è “SKANDIA Trieste Provincia di…..”una splendida barca di circa 30 metri ultra tecnologica, già vincitrice della regata Sidney-Hobart,che parteciperà domenica prossima alla 37° Barcolana per il guidone della Società Velica di Barcola e Grignano; il suo timoniere è il pluri-campione Lorenzo Bressani, che con mio piacere vedo sul molo e che gentilmente si presta a farsi fotografare insieme a me.

Capitolo 2

Cervia venerdì 07 ottobre 2005
Cervia ore 23,00: sono in compagnia degli amici Massimo Modanesi, Nicola e Alain e parto alla volta di Porto S. Rocco a Muggia , dove c'è il mio Passatore Blue Marlyn ad attendermi.
Arriviamo a Porto S. Rocco alle 3,45 c'è vento di Bora.

Trieste sabato 08 ottobre 2005
Soffia ancora la Bora a 25 - 30 nodi e pioviggina; in mattinata andiamo alla Società Velica di Barcola e Grignano a ritirare il numero di regata "855".
Passiamo la giornata agli stands della festa della vela; in serata ci sono anche i fuochi d'artificio e un concerto.

Trieste domenica 09 ottobre 2005
Ci siamo: oggi è il grande giorno della Barcolana.
Sono le 6,00 e nelle banchine del porto c'è già un gran movimento.
La bora ha soffiato forte tutta la notte e ancora insiste, però spunta un bel sole mattutino.
Indossiamo le cerate e gli stivali, in previsione di bagnarci non poco; togliamo gli ormeggi e ci lanciamo verso la linea di partenza che è a circa 4 miglia di distanza.
Prendiamo due mani di terzaroli alla randa e srotoliamo un po' di genoa, viaggiamo a 5 nodi e otto.
Sotto la costa di Trieste dove c'è la partenza la bora aumenta di intensità con raffiche fino a 35 nodi , abbiamo il mare al mascone che ci getta secchiate d'acqua fresca addosso; poco male: sarà più facile restare belli svegli.
L'adrenalina comunque scorre nelle nostre vene e aumenta l'agitazione Per la partenza; riusciamo ad entrare nel campo di prepartenza solo pochi minuti prima del via, pronte a partire ci sono altre 1752 barche!
BUMM!!! Partiti, ed è come se il colpo di cannone, sparato dal faro della Libertà , ci avesse lanciato al gran lasco in piena avventura!
Viaggiamo alla velocità di 6 nodi, è uno spettacolo incredibile: da una parte e dall'altra è pieno di barche di ogni tipo, quasi tutte più grandi di noi.
"attenzione!!!"
"Acqua!!!"
Alcune barche partono in straorza ed anche noi facciamo molta fatica a mantenere la rotta; faccio gli scongiuri e spero di riportare in porto la barca sana, ma non c'è tempo per pensare a questo: sono troppo impegnato al timone che tira e spinge, e fra puggiare, lascare, cazzare e orzare non c'è tregua.
Siamo in vista della boa N.1, in acque Slovene.
La bora diminuisce di intensità e dai 30-35 nodi della partenza passa a 15 nodi; c'è tempo per qualche foto ricordo e Massimo si improvvisa fotoreporter.
"Siamo in boa.. accidenti quanti siamo, ...vai dai! ...Passata e.. via di bolina!"
Iniziamo la risalita verso il Castello di Miramare, bianco e maestoso.
Gli spruzzi d'acqua e vento ci sferzano il viso. Il genoa è tutto raggrinzito attorno all'avvolgi-fiocco; si fatica ad avere la potenza per superare le onde di prua, risaliamo a 5,3 nodi; un 34 piedi ci vuole passare sottovento, ..non sia detto! e subito mi impegno al massimo: il Passatore è una gran barca e non si lascia passare, allunghiamo... che gusto!
Davanti alla nostra prua si delinea sempre più netta la sagoma del Castello di Miramare, la bora sotto costa è tornata a soffiare a 30 nodi con raffiche di 35; qualcuno ha lanciato una boetta fumogena ed accorre in soccorso una motovedetta della Capitaneria di porto.
Passiamo la boa N.2 e ci attende l'ultimo lato: quello che ci porta all'arrivo.
La fatica si fa sentire.. mi fanno male le mani... facciamo qualche virata per risalire verso la costa e ad un incrocio con mura a dritta una barca non ci da la precedenza, siamo molto vicini quando la vedo sotto al genoa; la evitiamo e l'altro equipaggio ci saluta sorridente e tranquillo: evidentemente non hanno idea delle norme sulle precedenze.
Il traguardo si avvicina: ci sono due rimorchiatori e tra loro la linea d'arrivo è delimitata da due boe rosse; "gli ultimi metri... dai! dai, che ci siamo!!"
La barca che voleva passarci sottovento è dietro di noi a cento metri... Ci siamo!!!
abbiamo tagliato!!!
Sono circa le 12,30.
Per la cronaca il primo a tagliare la linea d'arrivo è stato Lorenzo Bressani al timone di SKANDIA.
Grazie a tutte quelle barche, a quei campioni e ai semplici appassionati che oggi hanno veleggiato con Noi .
Si torna a porto S. Rocco, commentando i momenti appena vissuti, accompagnati da sonore risate di soddisfazione; in porto sistemo il Blue Marlyn, tornerò a riprenderla la prossima settimana.

Capitolo 3

Cervia domenica 16 ottobre 2005.
Con l'amico Guido Allegri parto alle 23,30 da Cervia, per andare a riprendere il Blue Marlyn a Trieste; ci accompagnano in auto Mauro, Carmen e Mimmo.
Arriviamo a Porto S. Rocco alle 4,00 del mattino; c'è una bora pazzesca e sono preoccupato per la partenza che avverrà tra qualche ora.
Guido dorme, io invece non riesco a prendere sonno: il vento, i rumori della barca, la preoccupazione per l'ormeggio... insomma: passo quell'ultimo scampolo della notte in bianco e alle 6 decido di alzarmi.
Farò un giro in banchina e prenderò un caffè.
Alle otto sveglio Guido e si decide di partire nonostante il forte vento e, tra una cosa e l'altra, lasciamo il porto alle 9,30.

Trieste (Muggia) lunedì 17 ottobre 2005.
Usciti dalla baia di Muggia il mare è formato e la bora soffia a 25 nodi; la navigazione anche oggi, come la domenica della Barcolana, si prospetta impegnativa, ed io sono cotto dalla notte insonne: spero che usciti dal golfo di Trieste la bora si calmi.
Comunque viaggiamo terzaruolati e con mezzo genoa avvolto, velocità: 6 nodi.
Verso mezzogiorno, come avevo sperato, la situazione migliora: la bora diminuisce di 10 nodi e l'onda si fa meno ripida; alle 13,30 addirittura bonaccia ed accendiamo il motore.
Metto anche il pilota automatico che mi ha prestato l'amico Giuseppe Quintavalli del Passatore 23; c'è un bel sole e, mentre Guido rimane di guardia, mi concedo un pisolino.
Nel tardo pomeriggio il mare è piatto e non c'è vento; costeggiamo le spiagge venete e all'imbrunire ci fa compagnia una splendida luna piena.
Alle 20,30 entriamo in porto a Venezia Lido; al bivio tra il Lido e Burano sta uscendo un transatlantico; Guido è al timone io sono appoggiato al tambuccio, accostiamo a dritta, per non interferire sulla rotta della nave, ma dopo pochi istanti... TUM!
La barca dà una gran picconata sul fondo: io sbatto violentemente con una mano nel tambuccio, mentre Guido sbatte con uno stinco nel trasto della randa...
la barca del pilota del porto ci illumina col proiettore sul ponte ed il transatlantico ci lancia un sonoro "BUUUUUUU!!!!"
Siamo disorientati, riusciamo a disincagliare la barca solo dopo averla sbandata e dato tutto gas al motore; invertiamo la rotta e scappiamo in diagonale verso il molo opposto, la nave ci sfila sul lato di sinistra: è immensa.
Passiamo la notte al Diporto Velico Veneziano.

Venezia martedì 18 ottobre 2005.
Lasciamo l'ormeggio alle 8,10; vorremmo passare all'interno della laguna veneta fino a Chioggia, ma senza una cartina dei canali navigabili e memori dell'esperienza della sera prima, decidiamo di andare in mare aperto.
In mare troviamo onda e vento teso; una volta issate le vele facciamo 5 nodi con punte di 6 e quando scendiamo dall'onda che abbiamo al giardinetto Guido accusa qualche disturbo di stomaco, perciò rimango io al timone tutta la mattina; si vede il “sigarone” di Punta della Maestra, che ci accompagnerà per tutto il giorno; alle 14,00 Guido sta meglio e mangiamo del salame e del formaggio che aveva portato Remo all'andata.
Nel tardo pomeriggio bonaccia il vento, ma rimane dell'onda residua che ci farà ballare; stiamo mantenendo una rotta a circa otto miglia dalla costa e visto che ci sentiamo bene e c'è ancora luce, decidiamo di proseguire verso Marina di Ravenna e di non fermarci a Porto Garibaldi, come avevamo pensato in precedenza.
Alle 19,00 il motore si spegne improvvisamente: si è surriscaldato; apriamo il vano motore per lasciarlo raffreddare una decina di minuti così, quando riparte, procediamo al minimo per fare circolare l'acqua nel circuito di raffreddamento e dopo poco finalmente si spegne la spia della temperatura e torniamo a viaggiare a 5 nodi.
Si fa buio ma anche questa sera abbiamo la luna piena che ci accompagna ed è bellissimo navigare in questa atmosfera.
decidiamo quindi di proseguire senza fermarsi a Marina di Ravenna.
Mentre Guido è al timone io vado in cabina a preparare un risotto caldo (busta liofilizzata); facciamo un po' di slalom tra le piattaforme metanifere ma una volta superate potremmo godere del pasto caldo.
Al traverso del fiume Savio la temperatura si fa più rigida e umida, in lontananza scorgiamo il faro rosso del porto di Cervia; poco fa abbiamo mandato qualche SMS, per informare gli amici del nostro arrivo anticipato.
Si sentono i profumi di casa, della nostra costa, la sagoma famigliare dei grattacieli di Milano Marittima si staglia nel buio.
Alle 23,00 siamo all'imboccatura del porto di Cervia: sulla banchina di destra c'è ad accoglierci Alessandro Sartini, il vicepresidente della Congrega del Passatore, sono molto contento di vederlo lì a condividere il nostro entusiasmo; ad accoglierci con fischi e grida c'è anche Rossano Bragoni e poco dopo arriva anche “Beppe” Quintavalli armatore del “Passatore 23”.
Ormeggiamo, sono stanco ma contento di avere fatto questa bellissima esperienza.
Ciao Blue Marlyn... alla prossima!!