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Passatore, ovvero un connubio di innovazione e tradizione


Parlare del Passatore senza prima citare colui che ha realizzato una ad una queste barche, infondendo a ciascuna una propria anima, resterebbe un esercizio sterile.
Occorre qui ricordare Giuseppe Sartini, per tutti Peppino: chiaro esempio di caparbietà e spirito pionieristico, amante del proprio lavoro, semplice ma concreto e determinato, come tanti altri figli di questa terra emiliano romagnola che hanno costellato il progresso in svariati campi.
Erano gli anni trenta: il giovane Peppino inizia a creare con il legno dapprima come falegname; nell'immediato dopoguerra concilia la sua attività con la passione per il mare, dettata forse dal sangue di famiglia marinara e dalle suggestioni della sua città affacciata sull'Adriatico.
In quegli anni era necessario dedicarsi alla riparazione e manutenzione dei pescherecci, poi un po' alla volta cresce la consapevolezza delle proprie capacità e nel 1954 si vara l'ATHENA, prima barca a vela costruita dal cantiere, ancora visibile a Cervia.
Da allora è un susseguirsi di costruzioni su commissione, che spaziano dal motoscafo al "moscone" o "pattino" da spiaggia.
Negli anni sessanta si profila sempre più la caratteristica del Cantiere Sartini, specializzato nella nautica da diporto con svariati modelli: prima, come anche altrove citato, i "Corsaire" e i "Mouscadet", per arrivare ai "Passatore", gli "Arlecchino", i "Pagadebit" e gli "Azdor".
Tutte splendide barche a vela in legno.

disegni passatore




L'innovazione arriva proprio con il "Passatore": con esso si abbandona la costruzione che partiva dallo scheletro (ordinate, madiere, correnti) su cui fissare il fasciame: fanno la loro comparsa due semigusci di strati di legno sovrapposti assemblati con un incollaggio fenolico. I semi-gusci giungevano in cantiere ed una volta capovolti si fissavano al paramezzale ed al telaio dello specchio di poppa, così, con delle false paratie e delle barre distanziatici, prendeva forma lo scafo.
Infine si girava il tutto e all'interno continuava la costruzione delle ordinate.
Così si proseguì fino alla costruzione del 63° esemplare, dopo di che i passatori furono creati a "struttura portante": vennero eliminate le ordinate a favore di paratie e semiparatie più robuste. Il quadrato diventa una sorta di gabbia portante, solidale con le paratie.
Naturalmente sulle barche da regata, prive di ambienti interni creati dalle paratie, si continuò ad utilizzare le ordinate, tranne con il famoso "Settantaquattro", che si voleva più leggero per competere con venti benevoli.
Inutile dire che i soliti "matti", gli eroi di Genova, trovarono il modo di portare il "Settantaquattro" al traguardo anche in mezzo ad un fortunale! Altri "passatore" degni di menzione per la loro particolarità sono quelli a "ponte raso" ovvero senza la classica tuga: il BAGEE (a questo mancavano anche le panche nel pozzetto!!), il SECONDA VOLTA, l'OUCALE' ed il SARCHIAPONE (con ponte più bombato).
Su ordinazione fu costruito pure un Passatore con il timone a ruota: FRAVIT!
Quante belle storie, quante belle barche! …per ognuna un'anima e… l'amore di Peppino.

Per ulteriori informazioni tecniche sul Passatore
ti segnaliamo due siti fondamentali:

Groupe Finot, Architectes Navals

finot

e il web della rivista specializzata

testatabolina

 
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